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Rendite Passive

Masternode: la soluzione perfetta per costruire una rendita passiva

I masternode probabilmente sono quanto di più vicino alla perfezione in tema di rendita passiva. In realtà, richiedono studio e grande attenzione.

Cosa sono i Masternode

A grandi linee, possiamo dire che sono i nodi principali di una blockchain: i miner costruiscono i blocchi che compongono una blockchain, i masternode – che lavorano su un livello più alto – sincronizzano le transazioni e svolgono funzioni di controllo e smistamento.

Soprattutto nelle crypto più recenti, quelle che retribuiscono i miner tramite POS (proof of stake) e non POW (proof of work), i masternode rappresentano una fonte di ricavo davvero interessante: una larga parte delle commissioni sulle transazioni viene infatti attribuita ai masternode.

Attivare uno Shared Masternode

Di norma, per attivare un masternode sarebbe necessario immobilizzare una cifra consistente della relativa crypto (collateral): giusto per fare un esempio, per mettere su un masternode di Dash bisogna depositare nel proprio wallet 1.000 Dash, che ad oggi corrispondo a circa 106 mila dollari. Però rende quasi il 6% annuale.

La bella notizia è che esiste la formula della condivisione (shared masternode): ci sono infatti pool dove più utenti possono contribuire – ognuno per quello che può – al fabbisogno per l’attivazione del masternode, e che sarà retribuito in funzione della propria quota di partecipazione.

Quanto si guadagna

I masternode posso offrire retribuzioni (ROI) davvero interessanti: 300%, 400%, in alcuni casi anche oltre al 1.000% annuale.

Se i guadagni possono essere davvero entusiasmanti, il giochino non è privo di criticità:

  1. può capitare di partecipare a un masternode di una crypto che oggi ha un valore accettabile e offre un ROI interessante. Se però il valore di quella crypto crolla, avremo maturato tante monete che però valgono pochi spiccioli. Quindi, come prima cosa, cerchiamo acquisire informazioni sul progetto che sta dietro alla crypto, vediamo l’andamento nel tempo, quanti altri nodi sono stati attivati (per capire l’interesse da parte degli operatori), quanti exchange la stanno trattando e il volume degli scambi. E così passiamo al secondo punto.
  2. gli scambi giornalieri: diciamo che abbiamo investito in una crypto con un ROI entusiasmante, e dopo un certo periodo abbiamo a disposizione qualche migliaio di monete. Le passiamo all’exchange, dove però gli scambi giornalieri di quella crypto sono miserrimi, poche decine di dollari equivalenti al giorno. Ed ecco che ci ritroviamo con un valore ipotetico che però non è concretamente realizzabile. Io per esempio mi sono dato, come regola, di non considerare crypto con scambi giornalieri inferiori a 10.000 dollari.
  3. età della blockchain. Questo è un altro indicatore utile: una crypto appena uscita – quindi con una blockchain recente – è più soggetta a oscillazioni importanti.
  4. infine, il pool e l’exchange: alcuni exchange sono più immediati e semplici da usare, altri sono inutilmente contorti e complessi. Lo stesso vale per i pool: non troverete su tutti tutte le crypto, ognuno avrà fatto le proprie scelte per comporre un’offerta.

Risorse utilizzate

Nel tempo mi sono trovato molto bene con Ihostmn (https://ihostmn.com/ ) (che uso attualmente) e in passato con Simple Pos Pool https://simplepospool.com/ e con Midas https://midas.investments/ .

Al momento (a fine 2021) ho investito in due operazioni di masternode sharing: Peony (PNY) e Dash Diamond (DASHD) , su ihostmn.com. Come exchange, ho usato Birake https://trade.birake.com/ mentre per acquisire informazioni uso una serie di fonti, delle quali la principale è MNO (https://masternodes.online/#masternode-stats ).

Cosa evitare

Se l’exchange di una crypto è troppo complicato, se non è trattata sui pool che ho già usato, se non mi da’ l’idea di essere sufficientemente solida, non ci perdo tempo: preferisco restare su crypto con un ROI compreso tra il 250% e il 500% (che comunque è davvero elevato) e con volumi di scambi giornalieri decorosi, per evitare di perdere tempo e restare invischiato in operazioni apparentemente straordinarie ma che – alla resa dei conti – si rivelano bolle di sapone senza alcuna sostanza.

Se i masternode non ti convincono, guarda le altre opportunità di guadagno un po’ più tecniche come – per esempio – fare mining di Helium con un router long-fi.