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Rendita passiva e lavorare da casa: per 3 motivi molti falliscono

Lavorare da casa è allettante e le idee per creare una rendita passiva su internet sono tantissime. Alla fine sono solo 3 i motivi per cui molti falliscono.

Lavorare da casa è meglio?

Non sarebbe meglio lavorare da casa, con i propri tempi, senza dover correre a prendere la metro o uscire affannati con l’auto o lo scooter per passare la giornata in qualche ufficio con i neon e i mobili di formica?

Sicuramente, per certi versi è proprio così. Ci sono chiaramente diverse eccezioni – abitazioni troppo piccole, assenza di spazi dedicati, affollamento, difficoltà di concentrazione nell’ambiente domestico, etc. etc. – però per molti di noi sarebbe una situazione ottimale, resa ancora più agevole dalla tecnologia che ci consente di restare in contatto, anche visivo, con clienti e fornitori.

Se poi ci dedichiamo alle innumerevoli attività online che puntano a creare una rendita passiva (totalmente o parcialmente) come ad esempio l’Assistente Virtuale, i Sondaggi o Testare Siti Web e App, lavorare da casa è praticamente una scelta obbligata.

Ci sono però alcuni nemici dai quali dobbiamo difenderci: 3 di questi sono il motivo principale per cui molti falliscono:

  • Procrastinare
  • Mania di perfezione
  • Mania di grandezza

Procrastinare

Parola strana, vero? Viene fuori dall’effetto Zeigarnik (dal nome della psicologa lituana Bluma Zeigarnik) ed è la tendenza che abbiamo a preferire di completare un’azione già iniziata piuttosto che una nuova.

La Zeigarnik lo osservò la prima volta in un ristorante: i camerieri preferivano dedicarsi ai clienti che avevano già fatto una prima ordinazione piuttosto che raccogliere gli ordini dai clienti nuovi.

Le manifestazioni di questo fenomeno sono semplici: esitiamo a iniziare un’attività nuova perché sentiamo il peso di tutte le attività che non abbiamo completato nella nostra vita, e quindi abbiamo il timore di aggiungere un ulteriore fallimento a questa lunga lista.

Terribile, vero? E’ una roba che paralizza, che ci toglie la ragione, il desiderio di fare.

Ora, parliamoci chiaro: se avessimo uno stipendio mensile signorile, certo non andremmo a cercare le possibilità alternative di rimediare denari.

Se lo facciamo, nella migliore delle ipotesi non siamo del tutto soddisfatti della nostra situazione attuale; nella peggiore, siamo un po’ nella merda.

Per creare una rendita passiva tocca rimboccarsi le maniche. La procrastinazione in questo caso è il nemico.

Ci sono diverse strategie per neutralizzarla, a cominciare dallo scomporre le attività in micro-attività, in modo da arrivare alla sera dicendoci “bene, oggi ho chiuso questo e quest’altro task”.

Attenzione anche a un’altra trappola, forse più subdola: la trappola della lotteria.

Il nostro meraviglioso cervello ha diversi difettucci: uno di questi è che prova la stessa soddisfazione nel fare una cosa o nel pensare di farla.

E’ il principio della meditazione trascendentale: banalmente (scusate se sembra un po’ una bestemmia) se penso di fare ginnastica, il corpo reagisce come se la stessi facendo, il tono muscolare migliora, brucio le calorie, etc. etc.

Se penso di seguire una strategia per creare una rendita passiva (una forma di guadagno stabile senza fare nulla), per il cervello è come se l’avessi fatto realmente, prova lo stesso livello di soddisfazione.

Questo fenomeno era stato osservato anni fa per le schedine di Totocalcio: i giocatori abituali cadevano vittima di un meccanismo mentale per cui iniziavano a pensare “se vinco faccio questo e quest’altro” e smettevano di fare qualsiasi altra cosa, in attesa del momento della vincita.

In pratica, il solo atto di aver giocato, e quindi avere una probabilità di vittoria, li metteva in uno stato di inerzia nei confronti del quotidiano.

Quindi, per rimediare al primo ostacolo: smetti di pensare a cosa faresti se vincessi, smetti di rimandare i tuoi impegni e invece inizia ad agire con determinazione per raggiungere il risultato desiderato.

Mania di perfezione

Rimandare la partenza di un progetto perché non ancora perfetto è la stessa cosa che fanno quelli che – dopo la laurea – si perdono in corsi di specializzazione e master.

Parliamoci chiaro: ma chi la vuole la perfezione? Quanti progetti, anche importanti, possono essere davvero definiti perfetti? Vi siete mai incartati nel supporto Google, dove un tema riconduce a un altro che – inevitabilmente – vi riporta al primo? AirBnb è forse chiaro? Vogliamo parlare dei manuali Microsoft, proverbiali nella loro assoluta incomprensibità? O di come funziona male Facebook?

Allora: nessuno vi chiede di essere perfetti. Anzi, tutt’altro, lo sbaglio e l’imperfezione ci rendono umani.

Sapete che esiste una strategia che prevede di mandare apposta una newsletter con uno sbaglio, per poi inviare la versione corretta insieme alle dovute scuse? Obiettivo? Semplice, umanizzare il servizio.

Solo chi non lavora non commette mai sbagli. Non solo: non esiste la versione perfetta, esistono invece versioni che nel tempo verranno modificate per migliorare i risultati (qualunque essi siano) e per adeguarsi ai tempi che cambiano.

Solo noi abbiamo un’aspettativa di perfezione, che cogliamo solo noi. Per gli altri, le misure sono diverse.

Non solo: meglio l’80% di qualcosa che il 100% di nulla.

Quindi, partiamo con una versione parziale e incompleta del progetto: avremo tempo per migliorare.

Inoltre, non dimenticate che il destinatario del servizio non siete voi, ma i vostri visitatori, che potrebbero avere aspettative, scale qualitative e unità di misura completamente diverse dalle vostre.

Mania di grandezza

Ora e subito non esiste, è un miraggio che ci viene dalla pubblicità, dai falsi miti, da storie inventate sul successo di questo o quel personaggio. E questo è vero anche nel lavorare da casa e nel costruire una rendita passiva.

La realtà è molto diversa: è fatta di lunghi percorsi densi di errori, che alla fine – se siamo in grado di imparare dai nostri sbagli – portano al successo.

Se stiamo parlando di successo economico, strategie per guadagnare stando comodamente a bordo piscina a sorseggiare un Martini, tecniche per ottenere un reddito passivo: certo, esistono trucchi, scorciatoie, strategie, ma quanto tempo serve per impararle?

Potreste insegnare a qualcuno a fare un rovescio a effetto a tennis, se prima non gli insegnate a giocare?

Conoscete il detto: ho impiegato 10 anni per imparare a risolvere un certo problema in 10 minuti. E in questo caso non è differente.

Certo, la diffusione delle informazioni oggi è più semplice e più ampia; se ci impegnamo, possiamo arrivare ad acquisire le conoscenze in breve tempo. Ma poi ci servirà sempre l’esperienza.

Quindi iniziamo dalle basi, partiamo con poco, non investiamo subito tutte le nostre risorse: una partenza graduale ci consenirà di provare, sperimentare, capire se efffettivamente lavorare da casa è la scelta migliore per noi e quale rendita passiva ci offre le maggiori soddisfazioni.